Edonismo: forza plasmatrice della società

20 Maggio 2016 | 0 commenti

di Danilo Bombaci

L’obiettivo che cercheremo di raggiungere in questo breve articolo è quello di fare luce ed analizzare come la società dei consumi sia riuscita a formare una realtà immersa nell’edonismo e nella massificazione.

Durante l’epoca dei totalitarismi, ovvero il primo dopoguerra, la società e la figura dell’intellettuale subirono un mutamento, in quanto la situazione politica li obbligava, o meglio, li limitava nelle azioni e spesso anche nel pensiero. L’individuo che vive in uno stato totalitario  è costretto a conformare le proprie idee con quelle statali. Quindi non è possibile, in uno stato del genere, avere libertà di pensiero e parola, poiché ogni qualsivoglia forma di espressione che possa andare contro quella che è l’ideologia dello stato, è stroncata sul nascere e censurata. Questa metodica porta ad una uniformizzazione sotto un unico nucleo ideologico. Nonostante ciò, per esempio, durante il ventennio fascista in Italia, di fatto l’unico elemento che unifica il pensiero degli uomini è la religione cattolica, che viene imposta a tutti indistintamente.

Terminata la seconda guerra mondiale e l’era della repressione totalitaria, la società subisce un  ulteriore cambiamento, grazie all’avanzamento scientifico-tecnologico. Essa passa dalla condizione di società repressa a quella di società consumistica. Questo emblematico evento lo si deve al repentino sviluppo industriale che ha determinato la possibilità per tutti i ceti di accedere alla nuova tecnologia, che prima era riservata a pochi. Espressione di ciò è sicuramente la diffusione dell’automobile e della televisione. La prima ha permesso, grazie alla nuova urbanizzazione, di ridurre le distanze, sia ideologiche che spaziali, tra il Centro e le Periferie. Il centro, da sempre riflesso dei ceti più alti, disprezzava tutte quelle culture di cui si può definire l’origine nelle periferie, ritenute meno acculturate, volgari e quindi inferiori. A sua volta la periferia, non essendo a conoscenza della vita che si conduceva nel centro, lo ignorava e tendeva ad isolarsi. E quindi si aveva una netta differenza, non solo spaziale ma anche culturale, tra il centro e la periferia.

Mentre, la seconda, ha giocato un ruolo nettamente più importante, in quanto è responsabile della diffusione di una realtà che viene influenzata dall’ideologia edonistica propria della società di massa che si è formata e in cui viviamo. Tale realtà non è quella che rispecchia la vera e propria verità, bensì una realtà idealizzata,  all’insegna del consumismo e del materialismo, indotta in modo subdolo nelle menti di ogni telespettatore. La responsabilità della televisione sulla creazione della società di massa è talmente rilevante che lo stesso Pier Paolo Pasolini, scrittore e giornalista, in un articolo pubblicato sul “Corriere della Sera”, scrive: “Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi”, lacerando, violando e bruttando per sempre l’anima del popolo.

Danilo Bombaci

Danilo Platania

Stefano Paradiso

Fabrizio Bucchieri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *