Lavoro, dignità e missione cristiana Gli alunni della IVA indirizzo biochimico incontrano i Fratelli della Missione Speranza e Carità 24 Marzo 2017

27 Marzo 2017 | 0 commenti

di Gabriella Romano

Missione significa che ci saranno sempre lavori in corso. Il lavoro è un dono di Dio”. Così ha esordito il Fratello che ci ha accolti con un sorriso sereno e rassicurante al nostro arrivo presso la Missione Speranza e Carità di Palermo. Ci ha spiegato che la comunità ospita molti fratelli che si trovano in difficoltà e numerosi immigrati, ai quali offre un tetto e un pasto caldo grazie al contributo di volontari provenienti dall’esterno, tra i quali medici, avvocati, imprenditori, politici. Nella comunità i Fratelli e i volontari svolgono diverse attività realizzate come la lavorazione del legno e del ferro, la produzione di pane, formaggio, olio, pasta, ortaggi e di diverse tipologie di farina utilizzando il grano di Tagliavia (un appezzamento di terreno donato alla Missione). I Fratelli ci hanno perciò guidati nella visita degli ambienti di lavoro e ci hanno consentito di prelevare vari campioni di grano, olio, formaggio, farina e segatura che analizzeremo nei laboratori del nostro Istituto. Poi ci siamo recati in chiesa, nel cui piazzale sono raffigurati i simboli delle tre religioni monoteiste, poste ognuna in corrispondenza delle tre entrate, cosicché tutti i fedeli delle varie religioni possano accedere a questo luogo di culto simbolo del rispetto delle tre fedi più praticate e diffuse al mondo. Una volta entrati, il Fratello ci ha raccontato le vicende legate alla costruzione di questo ambiente rassicurante e accogliente e ci ha illustrato le varie opere sottolineando un dato secondo noi davvero significativo “Tutti i dipinti olio su tela sono stati realizzati da un fratello di fede musulmana proveniente dal Madagascar”. Infine, ci ha parlato della sua vita passata, vissuta fino a qualche tempo fa con dissolutezza, alla continua ricerca del benessere, del piacere della propria persona e poi completamente cambiata grazie all’inizio di un lungo e tormentato percorso che lo ha portato alla conversione. Con il suo racconto personale e intimo, il Fratello ci ha fornito un importate spunto di riflessione: la volontà e la fede possono unire le persone in una comunità fondata sui solidi pilastri del confronto, della tolleranza e degli scambi interpersonali, sicuri antidoti a disvalori come l’odio, la guerra e la discordia, oggi forse più che in passato fonte di sofferenza per interi popoli.

Questo articolo è stato scritto da Roberta D’Anna e Paolo Cardinale della IVA indirizzo Chimico-biologico, con la collaborazione delle prof.ss A. Capasso e G. Romano

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