Il Gazzettino della III E Spedalieri

Maggio, il giornale della III E 1 1

di Mario Libertini
Il 17 aprile di quest’anno gli italiani sono stati chiamati alle urne per esprimere ancora una volta il loro diritto al voto riguardo la questione delle trivelle, attraverso uno dei mezzi più democratici che la Repubblica Italiana possa offrire: il referendum. Per la prima volta l’Italia si è confrontata con una richiesta proveniente da ben 9 consigli regionali, la maggior parte dei quali gestiti da governatori del PD, in aperto contrasto con le politiche energetiche del segretario del loro partito Renzi. Il quesito, alquanto tecnico, chiedeva agli elettori di decidere se permettere che l’estrazione di idrocarburi nei giacimenti presenti entro le 12 miglia dalle coste italiane durasse fino alla fine del giacimento stesso (votando NO) oppure fino alla fine delle concessioni stabilite (votando SI). Alle urne si sono presentati il 31,18 % degli aventi diritto al voto, in barba all’articolo 48 della Costituzione che recita espressamente: «Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico». Rifiutando volontariamente di esercitare un (...) Continua
di Martina Floresta Rita Sciuto Simona Vasta
A ventisei anni dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza emanata dall’ONU, la situazione a riguardo sembra essere migliorata sebbene rimanga comunque distante dagli obiettivi prefissati. La realtà in cui persistono molti dei paesi che hanno aderito alla Convenzione è ancora legata a condizioni di difficoltà sociali ed economiche critiche che molto spesso, insieme alle differenze culturali, impediscono la piena attuazione dei protocolli enunciati.L’UNICEF ITALIA è uno dei maggiori gruppi che in ambito internazionale cerca di provvedere a tali divari (...) Continua
di Gloria Cantone
Sono centinaia di migliaia i profughi giunti in Europa dall'inizio di quest'anno. E mentre si tiene un triste conto del numero dei dispersi e morti in mare, sono circa 200 i profughi entrati in Italia legalmente e in sicurezza grazie all'istituzione di Corridoi Umanitari. Il progetto vede cooperare le autorità governative italiane e tre organizzazioni : Comunità di Sant'Egidio, Federazione delle chiese evangeliche e Tavola valdese. Il Ministero degli Esteri e dell'Interno italiani si occuperanno di coordinare le modalità operative del progetto e,ai sensi dell'art.25 del Regolamento visti dell'Unione Europea, rilasceranno i visti. Le organizzazioni offriranno sostegno economico e si occuperanno di individuare,secondo un criterio di vulnerabilità, le liste dei mille profughi beneficiari del transito diretto dal paese di partnership (Libano e Marocco,in una prima fase) all'Italia mediante un ponte aereo. Il progetto non si limita a consentire l'ingresso legale nel paese. «Si riesce a creare una rete umana piuttosto importante» aggiunge Emiliano Abramo, responsabile della comunità di (...) Continua