All’ Archimede si “lavora”

17 marzo 2017 | 0 commenti

di Antonino Lorefice

“Credo non sia un’attività che si addica particolarmente a quelli che sono gli interessi di un liceo. Inoltre la situazione economica italiana, e quella del sud in particolare, non è delle migliori. Io lascerei più spazio allo sviluppo delle conoscenze dei ragazzi, e delle loro abilità intellettuali, perché non credo che un’attività del genere porterà benefici evidenti, almeno non nell’immediato”. Sono queste le parole di Riccardo Biasco, preside del Liceo Archimede di Acireale, in merito all’alternanza scuola-lavoro – e al suo obbligo – iniziata l’anno scorso nell’istituto acese, come in tutti i licei scientifici d’Italia.

L’amministrazione del liceo si è ritrovata infatti, con non poche difficoltà, a dover cercare, a partire da settembre 2015, enti che accogliessero le centinaia di ragazzi delle sue terze. Dopo mesi di attesa, e con ampio ritardo, agli alunni del liceo scientifico è stato “proposto” un progetto di cultura d’impresa portato avanti con la collaborazione di alcuni ragazzi-tutor della facoltà di Economia di Catania, capitanati dal professor Rasario Faraci. Alcuni ragazzi delle classi del liceo linguistico, invece, hanno partecipato ad un progetto di laboratorio linguistico (SPRAR), mirato all’integrazione degli immigrati con difficoltà comunicative, il cui percorso formativo è stato gestito direttamente dagli alunni che si sono visti “docenti” di italiano per alcuni mesi.

Con la promessa di un contest a settembre 2016 – fino ad ora non realizzato – i partecipanti al progetto di impresa simulata sono stati divisi in classi, e poi in gruppi da quattro,  con l’obbiettivo di partorire un’ idea per una start-up, sotto la guida dei laureandi. Le migliori sarebbero poi state proposte ad una commissione di imprenditori che avrebbe deciso se finanziarle o meno. Un progetto da 60 ore (20 in presenza a scuola, più 40 in aula e-learning da casa), che iniziato a Maggio, si è protratto fino ad Agosto, con una serie di lavori su Word da svolgere autonomamente, per niente stimolanti.

Quest’anno, i progetti proposti sono aumentati, e sembrano esserci i presupposti per provare a fare di meglio, rispetto all’anno passato.

“Siamo al secondo anno – continua il preside – e abbiamo cercato di strutturare le attività trovando gli enti disponibili limitrofi. È stata un’impresa abbastanza faticosa. Quella che c’è è una struttura di qualità che non è stata raccimolata, ma costruita poco alla volta.”

La struttura di cui parla Biasco, è composta da dieci progetti, di cui solo nove sono stati confermati, sottoposti al giudizio delle singole assemblee di classe ad inizio anno. A fare compagnia ai ragazzi di Faraci, e ai giovani “insegnanti” del progetto SPRAR, arrivano infatti vari enti dell’hinterland catanese come come UMEDIA, e la cooperativa Il nodo, che dal 2000 si occupa dell’inserimento lavorativo di persone deboli e svantaggiate nel territorio di Catania. I progetti presentati dalla scuola sono:

    • “Opra dei pupi”. In collaborazione con il comune di Acireale e alcuni dei rappresentati più significativi dell’ambiante, gli alunni di tre terze realizzeranno uno spettacolo dell’opera dei pupi in cinque lingue, per far fronte all’offerta turistica dei visitatori della città.
    • Sotto la guida della compagnia teatrale Buio in sala Acting School Catania , e della professoressa Mirone, da sempre impegnata in questo ambiente, in ragazzi partecipanti al progetto seguiranno un percorso che li porterà alla messa in scena di una rappresentazione teatrale.
    • “Colorado di verde la città di Acireale” Con un’attività incentrata sulla riqualificazione del bene pubblico, il comune di Acireale, rappresentato dall’ingegnere M. Sciacca e dall’architetto Sebastiano Greco, propone un progetto che si pone l’obbiettivo di identificare risanare le sue aree verdi attrezzate e i percorsi naturalistici.
    • “ In volo con la lettura”. L’11 novembre scorso, il Liceo Archimede ha stipulato il protocollo d’intesa con il comune di Aci S. Antonio, per gli ambiti: Biblioteca, Catalogazione di Opere artistiche ed Organizzazione di iniziative di ripristino, accoglienza, pubbliche relazioni e organizzazioni di eventi turistici e culturali. 
    • “ Organizzazione eventi turismo”. Alcune ragazzi del liceo linguistico, in collaborazione con il comune di Acireale, faranno da “ciceroni” ai turisti stranieri e non, presso alcuni dei musei della città, e un’attività di accoglienza presso l’infopoint del comune. 
    • “Start up impresa simulata”. Continua anche quest’anno la collaborazione con la Facoltà di economia. Con le stesse modalità dell’anno scorso, i ragazzi del liceo si immergeranno nel mondo dell’impresa simulata sotto la guida dei lauraendi.
    • “SPRAR”. La cooperativa Il nodo approda nuovamente all’Archimede, con un laboratorio di alfabetizzazione per i rifugiati e richiedenti asilo accolti dalle strutture acesi. Le lezioni saranno tenute da alcuni alunni del Liceo Linguistico sotto la guida della professoressa Valastro. 
    • Molti sono i progetti offerti guardando agli studenti del Linguistico. In particolare il laboratorio in lingua straniera di francese e spagnolo, fa partecipe la nostra scuola di una collaborazione internazionale con Alliance Francaise, l’Agenzia Pierre Overall di Vienna e il Dipartimento di Scienze Umanistiche Cattreda di lingua e tradizione spagnola, per un progetto che si propone di far partecipare i ragazzi ad alcuni stage all’estero. 
    • “Studenti reporter”, un’alternativa rivolta a tutti gli aspiranti giornalisti del Liceo che lavoreranno all’interno di una vera redazione sfruttando un portale online che lega tutte le scuole aderenti a questo progetto.

Tutti questi hanno, come da legge, una durata di 200 ore, e le conoscenze acquisite dagli studenti saranno oggetto di una parte degli esami di stato ( non si sa ancora precisamente con quale modalità).

Riusciremo noi italiani a sfruttare al meglio questa possibilità? O il tempo che alunni e professori stanno impiegando a seguire i progetti sarà stato sprecato in qualcosa che, a causa della mal organizzazione e della filosofia, che tanto ci appartiene, del “facciamo le cose solo perché van fatte” ci porterà all’ennesima delusione?

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