L’Eco del Boggio

giugno 1 2017


Robotica, il progetto che ha fatto scalpore tra i ragazzi

di Donata Condorelli
La robotica: passione o nuovo sbocco lavorativo? Sono tanti i ragazzi impegnati nel progetto di laboratorio di robotica, al quale il liceo scientifico Enrico Boggio Lera ha aperto le porte. I professori, entusiasti dei livelli raggiunti in questi ultimi anni, hanno portato avanti i loro obiettivi ormai diventati routine. Oltre a impegnare tempo e spazio del loro studio, permette agli studenti di confrontarsi tra loro e dimostrare quanto valgono. Secondo il professore Maccora, uno dei coordinatori del laboratorio, è “un progetto formativo, didattico e funzionale, che ti permette di creare un rapporto con persone diverse ma accomunate dalla stessa passione e dagli stessi obiettivi.” I ragazzi con l’aiuto dei professori progettano robot che attraverso un’intelligenza artificiale riescono a svolgere varie attività come giocare a calcio. Ciò che li ha aiutati è stato puntare a  idee innovative piuttosto che mirare al successo.  Si sono dimostrati all’altezza, infatti erano l’unica scuola di indirizzo scientifico a partecipare alle gare nazionali. “Qualsiasi cosa pensi di fare la puoi creare”, afferma uno degli studenti partecipanti al laboratorio. La passione dei ragazzi va oltre le mura del liceo Boggio Lera che li ha spinti a cimentarsi  in gare impegnative raggiungendo grandi obiettivi. Nel 2010 i ragazzi si classificano al 3° posto nella gara dei minirobot catanesi; nel 2012 hanno vinto l’edizione Etna robot; a livello nazionale hanno occupato il 17° posto in un torneo che prevedeva 110 squadre, dove ogni scuola ne rappresentava una con dinamiche diverse. Nella gara “Robo Cap” si sono posizionati tra il 2° e il 5° posto; in media la scuola si è classificata sempre al 10°/8° posto. Inoltre hanno partecipato alla settimana scientifica, all’Open day della scuola e al Marker Faire a Roma. L’evento è una delle più importanti manifestazioni al mondo sull’innovazione,  un evento ricco di invenzioni e creatività che celebra la cultura del “fai da te” in ambito tecnologico alla base del “movimento makers” e unisce scienza, fantascienza, tecnologia, divertimento e business dando vita a qualcosa di completamente nuovo. “Per muoversi su tanti fronti è necessario avere tante risorse a partire dalla difficoltà logistica di spostare un gruppo – aggiunge ancora il professore Maccora - sono esperienze che rimangono per la vita e aiuta a definire la propria idea lavorativa, stare insieme e rispettarsi è la cosa più importante, si crea una famiglia, un laboratorio umano in cui si accetta la collaborazione di chi è più “abile” o preparato , che sia un compagno o l’insegnante, avendo la possibilità di collaborare come tra pari ,accumunati dagli stessi scopi e obiettivi”. Lavorare  con gli altri, ascoltarli sapendo che alla fine ne verrà fuori qualcosa di migliore, con l’aiuto di qualcuno che può sviluppare la tua idea, oppure tanti che possono aiutarti a metterla a fuoco e renderla vincente. Grazie a tale progetto si ha il vantaggio oltre all’imparare, a produrre idee innovative e si evidenzia un miglioramento personale, delle proprie capacità, dell’autostima e della socializzazione. Infine gli effetti di un progetto nato all’interno dell’istituto Enrico Boggio Lera invitano a riflettere su come esso sia andato oltre la pianificazione di un robot e abbia migliorato se stessi portando alla creazione di un piano formativo sia nel campo culturale che personale. Donata Condorelli, Adriana Porto.