L’Eco del Boggio

2 2017

La Cgil: fare di più per colmare il divario di genere

di Francesca Raineri
In occasione della festa della donna, giorno 8 marzo, si è tenuta, nel salone russo della CGIL a Catania, una conferenza riguardante la disparità tra donne e uomini. Seconda a parlare, tra le varie persone che sono intervenute, è stata Angela Battista, responsabile del coordinamento donne della CGIL di Catania, la quale ha condiviso i dati drastici riguardanti la condizione femminile in Italia e nel mondo. Il Global Gender Gap Index 2016 rivela che tutti i paesi possono fare di più per chiudere il divario di genere. A tal proposito l’Italia occupa il 50° posto nella ranking globale. Il 17 marzo la CGIL e l’associazione "NON UNA DI MENO" hanno scioperato in tutta Italia con il fine di rivendicare i diritti delle donne e dei lavoratori. La legge 194 (riguardante il diritto all’aborto), è un pesante fardello legato ormai ai piedi dell’Italia da tantissimo tempo. Essa definisce i diritti delle donne, in ambito ginecologico, ma dall’altro lato essa è legittimamente limitata dai medici obbiettori di coscienza. Per questo motivo, il governo italiano sta cercando di trovare un compromesso che garantisca pari diritti da ambo le parti. La violenza delle frontiere è un altro punto cardine per il quale si è manifestato in piazza. In un mondo impegnato a farsi a pezzi da solo, un’idea sarebbe quella di salvaguardare e garantire i diritti delle donne nei paesi in cui la loro voce è costantemente soppressa dai governi e dalla mediazione giornalistica. Un altro problema presente nella società d’oggi riguarda il fenomeno del femminicidio. Esso è frutto di una mentalità maschilista che con il passare degli anni è inevitabilmente degenerata. L’unica soluzione a questo problema è concettualmente collegata ad una buona educazione, sia da parte delle famiglie, sia da parte della scuola. Come ci ha spiegato la segretaria donne CGIL, Mimma Argurio, questo 8 marzo non deve rappresentare soltanto una festa stereotipata con i fiori, bensì deve essere un punto di partenza e di reale cambiamento in tutto il mondo. L’otto marzo, giornata internazionale della donna, da dove è nata l’esigenza di questo corteo e quali sono i diritti che voi donne oggi rivendicate e in futuro rivendicherete sempre? “L’8 marzo oggi sta riacquistando il suo originale significato con una battaglia da parte delle donne per acquistare nuovi diritti e per mantenere quelli già conquistati, che purtroppo rischiamo di perdere - dice Mimma Argurio -. Noi dobbiamo quindi rimboccarci le maniche per mantenere i diritti che voi ragazzi e ragazze avete sempre avuto e per conquistarne di nuovi. Ecco perché l’8 marzo si manifesta nel suo più grande aspetto cioè con cortei, manifestazioni e iniziative. Noi donne abbiamo una forza particolare, perché siamo diverse ma al contempo uguali, e possiamo mettere in cammino un cambiamento per un rinnovamento sia della donna sia della società e del lavoro”. Siamo ormai nel 2017 in un mondo che si è modernizzato. Tante cose sono cambiate ma quella che è la mentalità dell’uomo, dal punto di vista umanistico e anche idealistico, è sempre un po’ rimasta la stessa. Perché nel 2017, nonostante gli enormi passi che sono stati fatti, vi è ancora una società prettamente maschilista? “Purtroppo - continua la sindacalista della Cgil - c’è una società prettamente maschilista a causa dell’organizzazione stessa della società. Il tema vero è questo: gli anni ’70 ’80 ’90 hanno visto un movimento, un affermarsi, una emancipazione fortissima delle donne, sia sul lavoro sia sui diritti. Per questo motivo, le giovani generazioni hanno creduto che tutto il percorso fosse stato fatto, quindi, non si sono posti la domanda che mi hai fatto tu. La donna si è emancipata con difficoltà ed è libera. Questo ha provocato nell’uomo un sentimento di inferiorità. Quindi, la donna ha il diritto di lasciare un uomo se è necessario e l’uomo, purtroppo malato, ha una reazione che a volte arriva al femminicidio". Per quale motivo, ancora oggi, l’Italia non ha raggiunto il livello degli altri paesi europei dal punto di vista della parità tra i sessi? “Le ragioni sono estremamente legate al  nostro substrato  culturale e sicuramente l’Italia è pionieristica rispetto ad alcune politiche e quindi ad alcune attività, ma purtroppo siamo molto legati alle nostre tradizioni anche dal punto di vista culturale - risponde Angela Battista -; questo probabilmente determina esattamente quello che dici tu. Però ritengo che iniziative come questa, del resto anche la vostra presenza, siano importanti proprio per cercare di superare questo gap e di riuscire a essere a livello rispetto a quelle che sono le realtà europee". “Noi come associazione combattiamo affinché la tratta come sfruttamento sessuale e lavorativo e qualsiasi forma di violenza e di prevaricazione sulle donne abbia fine. Sono contenta che voi ci siate perché i giovani sono un trampolino di lancio per la diffusione di questo tipo di idee e per percorsi di inserimento e reinserimento sociale e lavorativo per queste donne, parlo sia delle donne vittime di tratta ma parlo anche delle donne vittime di violenza.” Interviene la responsabile di una associazione che si occupa dei migranti.

La Via Lorenzo, Magrì Matteo, Raineri Francesca, Romano Carlotta