Conferenza con i ragazzi di Aleppo e staffetta Run4Unity

30 maggio 2017 | 0 commenti

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Il 18 Marzo noi, sei studenti di secondo anno di un liceo scientifico di Catania, abbiamo partecipato insieme ad un numeroso gruppo di studenti della scuola ad una videochiamata, tramite il software Skype, con dei ragazzi, nostri coetanei, residenti ad Aleppo, in Siria.

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Aleppo è stata per anni il cuore economico e commerciale, nonché la città più importante, insieme a Damasco, dello stato siriano; inoltre è cruciale la sua posizione geografica come ponte verso la Turchia. Aleppo è una delle città più antiche al mondo e al suo interno ciò che accade dal 19 Luglio 2012 non solo è il conflitto più cruento della storia delle guerre civili in Siria, ma anche uno dei più duri scontri che all’interno di una sola città la storia recente abbia mai visto.

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Durante questa videochiamata, grazie all’aiuto di un interprete di lingua araba, il quale si trovava con i ragazzi siriani, abbiamo avuto l’opportunità di scoprire realmente cosa sta succedendo in questo paese dove tutto ciò che riguarda la guerra è all’ordine del giorno. Ormai quest’ultima è diventata la quotidianità di quella gente che forse neanche immagina come potrebbe essere vivere nella pace.

Non si può non rimanere segnati dopo aver visto con i propri occhi la realtà di una vita così a rischio. È molto difficile cercare di capire come sia possibile che dei nostri coetanei, solamente perché sono nati in un’altra parte del mondo, possano vivere in certe condizioni disumane, con la costante paura di un bombardamento.

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Durante la conferenza i ragazzi ci hanno detto che hanno dovuto cambiare scuola più volte a causa, appunto, dei bombardamenti, e che hanno capito l’importanza dell’istruzione e la fortuna di chi ha la possibilità di frequentare la scuola giornalmente solo dopo che l’hanno persa. Un ragazzo ci ha raccontato inoltre come, insieme ad alcuni suoi amici, è riuscito a far diventare la guerra uno spunto di gioco trascorrendo il tempo collezionando bossoli di proiettili o cercando di riconoscere il tipo di bomba dal suono emesso da quest’ultima prima del contatto col suolo e della successiva esplosione.

Questa conversazione, oltre che un momento di riflessione, è servita per uno scambio di opinioni ed idee.

Non solo i giovani, ma anche gli adulti, dovrebbero poter comprendere le analogie che ci sono tra noi occidentali ed il popolo medio-orientale, e soprattutto far crollare il muro dei pregiudizi. Infatti abbiamo visto che, in fin dei conti, non siamo diversi gli uni dagli altri: abbiamo gli stessi sogni e le stesse aspirazioni. Purtroppo l’unica differenza sta nella diversa realtà che viviamo. Mentre noi facciamo la collezione delle figurine dei calciatori, loro collezionano le ghise; mentre noi giochiamo ad indovinare la canzone, loro si sfidano ad indovinare, come detto prima, il tipo di missile e le sue caratteristiche dal suono che produce mentre sta cadendo sulle loro case; mentre noi durante la notte ci svegliamo di soprassalto per un incubo, loro si svegliano per il rumore del vetro rotto e del palazzo che crolla a causa di un’esplosione.

Mettere a paragone le nostre vite con le loro ci ha fatto capire quanto noi siamo superficiali ed egocentrici nelle nostre scelte e nei nostri sentimenti; dovremmo apprezzare ciò che abbiamo, come una scuola, una casa e una famiglia, e capire che un diritto, come quello all’istruzione, non è qualcosa di scontato. Provoca anche tanta rabbia il fatto che la maggior parte dei giovani non conosca la situazione dei loro coetanei degli altri paesi più sfortunati. Difatti tanti ragazzi occidentali sono totalmente disinteressati alla situazione del mondo che li circonda e ignorano la condizione precaria di alcuni paesi afflitti dalla guerra. Per questo riteniamo che bisogna essere aperti a nuove conoscenze ed esperienze in modo da non rimanere nell’oscurità dell’ignoranza.

I ragazzi di Aleppo ci hanno insegnato che bisogna avere fiducia nel futuro e in Dio ed era evidente che la loro fede è diventata molto più forte col passare del tempo. Ciò che personalmente ci ha colpito è stato l’ottimismo, la forza, ma anche la tranquillità con la quale questi ragazzi vanno avanti ogni giorno scontrandosi con le difficoltà nella speranza di un futuro migliore.

Il nostro liceo, dopo la conferenza con i ragazzi di Aleppo, ha deciso di organizzare una giornata dedicata ad una “fiera del dolce”: il ricavato è stato devoluto alle persone bisognose residenti ad Aleppo.

 

Staffetta Run4Unity

Domenica 7 Maggio ci siamo recati a Giarratana per partecipare all’evento Run4Unity promosso del movimento dei focolari: una staffetta sportiva mondiale per la pace ed un evento che, nelle edizioni precedenti, ha visto la partecipazione di oltre 100.000 adolescenti di differenti etnie, culture e religioni in varie città del mondo. Ogni anno si svolge infatti in città diverse durante la prima domenica di maggio dalle ore 10:00 alle ore 13:00 tenendo presente i diversi fusi orari.

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Il sito web di Run4Unity permette di preparare l’evento e raccoglie in tempo reale i contributi dei social network. Molti sono i messaggi, le foto, i video che mostrano quali e quante siano le idee in cantiere nei diversi Paesi del mondo.

Quel giorno si sono riuniti all’incirca 500 ragazzi provenienti da tutta la Sicilia per partecipare a questo straordinario evento di pace.

Alle ore 10 abbiamo iniziato a marciare tra le vie del paese a suon di musica, diffusa tramite delle casse posizionate su una moto-ape, fino a raggiungere la chiesa di Giarratana, dove ci siamo fermati per l’ora della Santa Messa. Dopo quest’ultima, abbiamo stabilito un collegamento Skype con dei ragazzi del Congo per passare loro il testimone, dare il via alla loro staffetta e trasmettere il nostro messaggio di pace. In seguito abbiamo proseguito nella nostra marcia tra le strade della città per altre due ore, sempre con l’accompagnamento musicale.

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Ci siamo quindi fermati per riposare e pranzare e subito dopo, nel pomeriggio, sono iniziate diverse attività ricreative: tornei di calcio, pallavolo, basket, tennis da tavolo e laboratori creativi.

Verso le 18 ci siamo riuniti per i saluti e i ringraziamenti, così noi abbiamo colto l’occasione per raccontare la nostra esperienza, cioè la conferenza con i ragazzi di Aleppo: volevamo dedicare questa giornata soprattutto a loro.

Quella del Run4Unity è stata un’esperienza che personalmente ci ha colpito molto e che consigliamo a tutti di fare almeno una volta nella vita. È emozionante vivere l’impegno di pace verso popoli in difficoltà e in guerra.

 

 

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