PAGINE DI CLASSE

OTTOBRE/DICEMBRE 2016 NUMERO 1 ANNO I


L’INFANZIA NEGATA

di Elisa Calì

Una società può essere avanzata,ma non evoluta se non rispetta i diritti dei minori

All’interno di una società, tutti i membri devono sapersi rispettare a vicenda, ovvero devono tener conto dei diritti che spettano ad ogni essere umano, accettandone ogni aspetto, senza calpestarne la dignità. In particolare vi sono dei diritti  fondamentali e inviolabili che  riguardano  i minori, che  devono essere tutelati con qualsiasi mezzo e a qualunque costo. A tale scopo nel 1989 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato la CONVENZIONE INTERNAZIONALE SUI DIRITTI DELL’INFANZIA suddivisa in quattro aree tematiche: diritti fondamentali (diritto alla vita, ad avere un nome, una cittadinanza e a vivere con i propri genitori ); diritti che tutelano lo sviluppo della persona (diritto allo studio ,al gioco,all’orientamento scolastico e professionale, a cure adeguate in caso di malattie, alla sicurezza, a un livello di vita dignitoso e da ricevere una nutrizione adeguata); diritti che proteggono contro: la schiavitù , lo sfruttamento sessuale, la tortura, la pena di morte , la droga, la violenza in genere e i maltrattamenti in seno alla famiglia;  diritti che garantiscono libertà fondamentali (libertà  di espressione,di pensiero,di coscienza,di religione, di informarsi  e di prender parte ad attività artistiche e culturale).

Purtroppo in molte aree del Pianeta, a un gran numero di minori continua ad essere negato il  diritto all'infanzia. Questo succede in alcune regioni dell'Asia, dell'America Latina e dell’Africa dove i bambini vengono sfruttati per il lavoro nelle piantagioni , nelle fabbriche  o  ceduti agli usurai dai genitori per saldare i loro debiti e sfruttati in tantissimi altri tipi di lavoro nero (lavorazione di tappeti , di palloni di cuoio cuciti a mano , produzione  di giocattoli,etc.…); molti vengono addirittura torturati e sfruttati per azioni criminali. Alcuni bambini, che vivono nei paesi colpiti dalla guerra, vengono inseriti negli eserciti e mandati a combattere a rischio della loro vita.       

Bambini soldato

    Anche se  le leggi dei Paesi sviluppati sono molto attente alla protezione dei bambini e lo sfruttamento minorile non è ammesso, in realtà non sempre sono rispettate. In Russia, Romania, Spagna, Portogallo, Grecia diverse decine di migliaia di minori  sono illegalmente impegnati nei diversi settori: alimentare, alberghiero, agricolo, commerciale, inoltre in tutti i Paesi dell'Europa occidentale sempre più massiccia è la presenza di bambini immigrati dai Paesi dell'Est, dalla Turchia, dalla Cina che girovagano per le strade a vendere  sigarette di contrabbando e cianfrusaglie, lavando i cristalli delle auto ai semaforie, chiedendo l'elemosina o andando ad ingrossare le file della microcriminalità. Anche l'Italia non fa eccezione: in Calabria, Sicilia, Puglia, Campania, Sardegna un numero considerevole di ragazzini, sottratti alla scuola, è impiegato in lavori agricoli e di pastorizia. Tuttavia nessuna regione italiana, comprese quelle economicamente più evolute, è esente dallo sfruttamento dei minori.

Bambini che vivono

Come fare per far cessare questo scempio?  Fortunatamente l'Onu nel 1946 ha creato, per aiutare i bambini vittime della seconda guerra mondiale, un'agenzia che si chiama Unicef che si occupa di assistenza umanitaria per i bambini e le loro madri nei Paesi in via di sviluppo.La sede centrale si trova a New York ed è presente in 158 Stati. E' finanziata con contributi volontari di Governi e privati , nel 1965 ha ricevuto il premio Nobel per la pace. La sua opera si basa sulla convinzione che la sopravvivenza,la protezione e lo sviluppo dei minori siano valori universali, parti integranti del progresso umano, realizza ovunque pace, sviluppo, lotta alla povertà, diritti umani20170102_212745

  Elisa Calì-Lucrezia Spinnato

classe II C