La condizione femminile nel tempo

25 Marzo 2019 | 1 commenti

di Enza Giulia Parrino

Il primo atto di discriminazione femminile si consumò durante la creazione dell’uomo. Infatti il primo libro della Bibbia narra che Dio creò l’uomo, Adamo, attraverso la polvere ; invece la donna, Eva, attraverso la costola di Adamo dando l’idea che la donna deriva dall’ uomo e che senza di lui non sarebbe esistita.

Molte discriminazioni, nei confronti della donna, sono riportate nel primo libro della Bibbia, ma una delle più gravi è proprio quella in cui la figura femminile è quella di una peccatrice, che induce l’uomo a peccare; in questo caso a mangiare la mela, simbolo di peccato.

Di conseguenza le donne sono state considerate le peccatrici per secoli e secoli.

Durante il Medioevo la discriminazione della donna ha assunto degli aspetti cruenti; infatti le donne con una intelligenza superiore venivano considerate streghe e portate al rogo, perché gli uomini, non riuscendo ad accettare che ci fossero donne intelligenti quanto loro e più di loro, attribuivano la loro intelligenza a satana, al diavolo.

Un dato sconcertante, però, è quello che nell’ antica Roma, le donne avevano una semilibertà, perché, dovendo allevare anche i figli maschi, dovevano conoscere le abitudini e i doveri maschili per creare così un perfetto “cives romano” ma comunque erano libere di uscire.

Una cosa che si può notare studiando la storia e confrontando le civiltà, è quella che la condizione femminile non si è evoluta ma è peggiorata da secoli a secoli, infatti le donne etrusche vivevano una vita dignitosa e libera curando il loro corpo e partecipando ai banchetti insieme ai loro mariti. Poi le donne romane semilibere e infine le donne del Medioevo quasi segregate in casa.

Un altro atto di discriminazione nei confronti della donna è quello nei cartoni e nei film dove il cattivo è quasi sempre una donna, una strega, non uno stregone che invece è considerato buono.

 

Oggi, nei paesi occidentali, le donne vivono una condizione dignitosa;  grazie al fatto che, intorno all’ ‘800, poterono entrare nell’ ambito lavorativo.

Finalmente la donna venne tutelata negli Stati Uniti ottenendo poi il diritto al voto e a partecipare alla vita politica.

Il loro esempio poi venne seguito dalla Gran Bretagna all’ inizio del ‘900.

Le donne che protestavano venivano chiamate “suffragette” e lottavano per il suffraggio universale e la loro lotta consisteva in azioni spettacolari come lo sciopero della fame e della sete.

Poi nel 1914, che doveva essere l’anno della donne fu l’anno della  Prima Guerra mondiale dove le donne rimasero sole e dovettero occuparsi della casa e dei campi per riuscire a sopravvivere, mentre i mariti erano in guerra.

Passarono gli anni e la donna fu maggiormente tutelata non solo in Gran Bretagna ma anche negli Stati Uniti.

Alcuni dati dell’Unicef , tuttavia, risultano ancora oggi sconcertanti in quanto molte donne vivono sotto la soglia di povertà, più del 50% della popolazione femminile, e subiscono violenze.

Ci si augura di raggiungere l’obiettivo del millennio, condiviso dall’Unicef : completa emancipazione femminile intesa come riconoscimento completo dei diritti della donna in tutto il mondo.

Dalla Redazione “Garibaldi-News” di Salemi

Redattori: Parrino Enza Giulia-Vultaggio Miriam

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