Daily lights

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di simone.ct98@libero.it
La legge “certa” e uguale per tutti, senza essere sottoposta a varie interpretazioni. Nella società attuale alcuni valori fondamentali come, ad esempio, quelli di giustizia, libertà e uguaglianza possono essere raggiunti solo attraverso il rispetto e la tutela dei diritti naturali dell’uomo, in una società lontana da qualsiasi forma di corruzione. Infatti, per evitare l’ingiustizia è necessario avere determinate regole che devono essere rigorosamente seguite e applicate sia da parte dei cittadini sia da coloro che governano lo Stato. Ad esempio oggi si parla spesso di “certezza della pena”. Questa espressione, come afferma Elvio Fassone in “Fine pena ora” (Sellerio, 2015, pag 155), costituisce un aspetto fondamentale, in quanto il cittadino che tiene una certa condotta ha il diritto di sapere se sta commettendo un reato o no e, di conseguenza, le eventuali sanzioni previste. Come affermato anche dall’articolo 25 della nostra Costituzione , nessuno può essere punito o sottoposto a misure di sicurezza se il fatto commesso è accaduto prima che una legge sia(...) Continua
di simone.ct98@libero.it
Le scuole italiane stanno lottando per ottenere una verità certa e dare quindi giustizia a Giulio Regeni “Nessun individuo può essere sottoposto a tortura o a trattamenti o punizioni crudeli, disumani e degradanti”, afferma l’articolo 5 della Dichiarazione dei diritti umani. Il diritto a non essere torturati è tra tutti uno dei più importanti e non deve essere trasgredito. Infatti, ad esempio, un pubblico ufficiale non può infliggere alcun tipo di sofferenze a un’altra persona per nessun motivo. Tuttavia nonostante l’obbligo per gli Stati di considerare reato la tortura, (...) Continua
di claudia.corrente.uk@gmail.com
Sono già passati quasi 15 anni da quel 21 Luglio 2001, quando tra le ore 22 e mezzanotte,nelle scuole di Genova  Diaz, Pertini e Pascoli, i diritti umani vennero calpestati nei blitz delle forze di polizia contro i manifestanti, che si trovavano pacificamente all’interno degli edifici. Definire ciò che è successo uno scontro è un eufemismo, dato che si è trattato per lo più di un massacro, visto che i manifestanti erano del tutto inermi e impossibilitati a difendersi. I procedimenti penali contro i responsabili delle violenze si sono svolti nei successivi 12 anni e si sono conclusi nella maggior parte con l'assoluzione degli imputati. Al processo sono state molto forti le parole di Mark Covell, uno degli attivisti presenti in quei giorni, che in qualità di protagonista racconta come i poliziotti abbiano occupato i quattro piani della scuola Diaz, imponendo il loro particolare tipo di disciplina ai suoi occupanti e riducendo i dormitori improvvisati in quello che è stato definito "una macelleria messicana". La cosa più grave di questa vicenda è la mancanza di giustizia nei (...) Continua